Durante la visita Nutrizionale il Biologo Nutrizionista valuta differenti aspetti. Un piano nutrizionale personalizzato è uno degli aspetti chiave per prevenire alcuni tipi di malattie, coadiuvare certe condizioni fisiologiche o supportare condizioni patologiche accertate. Durante la visita il nutrizionista valuta:
- Anamnesi fisiologica e patologica personale e familiare: La raccolta accurata della storia clinica del paziente, comprensiva delle condizioni mediche pregresse e attuali, nonché dell’anamnesi familiare, rappresenta un passaggio fondamentale della valutazione nutrizionale. La conoscenza del quadro clinico, supportata da eventuali referti specialistici ed esami di laboratorio, consente al biologo nutrizionista di elaborare strategie nutrizionali sicure, efficaci e realmente personalizzate, nel rispetto dello stato di salute e delle esigenze specifiche del paziente
- Valutazione delle abitudini alimentari e dello stile di vita: La raccolta di informazioni sulle abitudini alimentari attuali e sulla storia nutrizionale del paziente avviene attraverso interviste mirate, diari alimentari o questionari dedicati, strumenti che permettono di ottenere un quadro completo delle preferenze, dei comportamenti e delle scelte alimentari abituali.
- Determinazione del fabbisogno calorico giornaliero: Il fabbisogno calorico giornaliero viene definito attraverso il calcolo del metabolismo basale, che rappresenta il consumo energetico del corpo a riposo, stimato mediante formule predittive specifiche o, quando possibile, tramite calorimetria indiretta. A questo valore si aggiunge il dispendio energetico legato alle attività quotidiane e all’attività fisica, permettendo di ottenere una stima accurata del fabbisogno energetico totale del paziente (tdee).
- Valutazione antropometrica e della composizione corporea: La valutazione nutrizionale comprende la rilevazione dei parametri antropometrici e l’analisi della composizione corporea, fondamentali per comprendere lo stato di salute e impostare un percorso nutrizionale personalizzato e valutarne l’andamento nel tempo. Il peso corporeo viene misurato con una bilancia professionale, a vescica vuota e preferibilmente lontano dai pasti. L’altezza viene rilevata mediante altimetro o stadiometro professionale. Da questi dati si calcola l’Indice di Massa Corporea (BMI), ottenuto dal rapporto tra peso (kg) e altezza al quadrato (m²), che consente una prima classificazione dello stato ponderale: Sottopeso: BMI < 18,5-Normopeso: BMI 18,5 – 24,9-Sovrappeso: BMI 25 – 29,9- Obesità: BMI ≥ 30. Il BMI rappresenta un indicatore utile, ma presenta dei limiti, poiché non distingue tra massa grassa, massa magra e stato di idratazione. A parità di BMI, individui diversi possono avere composizioni corporee molto differenti in base a età, sesso, livello di attività fisica e condizioni cliniche.
Le circonferenze corporee vengono rilevate con un metro antropometrico nei seguenti punti: Vita: tra l’ultima costola e la cresta iliaca, Fianchi: nel punto di massima ampiezza, Braccio: a metà tra spalla e gomito, sul lato non dominante, Coscia: subito sotto la piega glutea, Polpaccio: particolarmente importante negli anziani e nei soggetti a rischio di malnutrizione.
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Queste misurazioni permettono di valutare la distribuzione del tessuto adiposo e stimare il rischio cardiovascolare e metabolico. La Circonferenza vita: Rischio medio: Uomini ≥ 94 cm- Donne ≥ 80 cm / Rischio alto: Uomini > 102 cm-Donne > 88 cm
Il Rapporto vita/fianchi (WHR): Rischio moderato: Uomini 0,90 – 0,99-Donne 0,80 – 0,89 / Rischio alto: Uomini ≥ 1,00-Donne ≥ 0,90
La quantità di grasso sottocutaneo può essere valutata tramite plicometria o, più recentemente, mediante adipometro a ultrasuoni, uno strumento non invasivo che consente una misurazione più oggettiva e ripetibile dello spessore del tessuto adiposo.
La bioimpedenziometria (BIA) è una tecnica non invasiva che analizza la composizione corporea tramite il passaggio di una corrente elettrica a bassissima intensità. Misurando la resistenza (R), cioè la difficoltà della corrente a attraversare i tessuti legata soprattutto alla quantità di acqua presente, maggiore idratazione minore resistenza e viceversa, e la reattanza (Xc), che riflette l’integrità e la funzionalità delle membrane cellulari, maggiore integrità cellulare maggiore reattanza e viceversa. Da qui il dispositivo calcola l’impedenza (Z), ovvero la resistenza totale opposta dal corpo al passaggio della corrente.
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Da questi parametri viene poi derivato l’angolo di fase (PhA), un indice che integra informazioni sulla quantità e qualità cellulare, fornendo indicazioni sullo stato nutrizionale e sulla salute delle cellule. L’analisi di resistenza, reattanza, impedenza e angolo di fase permette di stimare la quantità di massa magra, di massa grassa e di acqua corporea totale, intra- ed extracellulare, offrendo così una valutazione completa e oggettiva della composizione corporea del paziente. Esistono anche metodiche di valutazione più avanzate (DEXA, TAC, risonanza magnetica), utilizzate in ambito specialistico di ricerca.
- Elaborazione del piano nutrizionale personalizzato: Il piano comprensivo di anamnesi, annotazioni e timbro e firma del biologo nutrizionista, deve essere chiaro, di facile interpretazione, che tenga conto dei gusti, di allergie, intolleranze, eventuali patologie in atto e delle esigenze del paziente.